Alpini sempre 1925-2025_22 I presidenti contemporanei: Giuseppe Benedetti
ALPINI SEMPRE 1925-2015 - I 90 anni della Sezione di Conegliano
1925-2015 GIUSEPPE BENEDETTI (2012-2018)


Questo il suo primo intervento:
“Vi ringrazio tutti per la stima che mi avete accordato, Spero di essere all’altezza come i miei predecessori con i quali ho lavorato in consiglio. Ho cominciato la mia esperienza con Antonio Daminato e l’ho continuata con Battista Bozzoli, che è stato per me un grande maestro. Mi rendo conto che mi sto mettendo sulle spalle uno zaino carico di cose belle ed importanti. Questo incarico che mi viene affidato è un incarico importante, interessante. Siamo tra alpini e uomini semplici e condurremo la Sezione tutti insieme con lo spirito che ci contraddistingue.
Sono certo che il lavoro non mancherà, ma con l’aiuto di tutti voi, la passione che sempre mettiamo a disposizione dell’Associazione, potremo mantenere intatti i nostri impegni di Amicizia, Solidarietà e Responsabilità. Assumere la carica di Presidente sezionale significa caricarsi di uno zaino particolarmente pesante e importante, pieno però di belle cose ereditate dal mio predecessore Giovanni Battista Bozzoli che con molto impegno e rigore ha saputo mantenere intatti nell’ambito della Sezione i nostri valori alpini, il nostro impegno verso gli altri, la nostra cultura e la nostra testimonianza, fatta di azioni semplici ma significative. Se alziamo lo sguardo, scopriamo che ogni giorno attorno a noi qualcosa sta cambiando, ma noi alpini resteremo legati alle nostre radici, non tradiremo mai i sacrifici dei nostri Padri e come dice un bellissimo canto alpino: Ma gli alpini non hanno paura, …e allora tutti zaino in spalla, continueremo la nostra marcia, guardando in alto.”
“Vi ringrazio tutti per la stima che mi avete accordato, Spero di essere all’altezza come i miei predecessori con i quali ho lavorato in consiglio. Ho cominciato la mia esperienza con Antonio Daminato e l’ho continuata con Battista Bozzoli, che è stato per me un grande maestro. Mi rendo conto che mi sto mettendo sulle spalle uno zaino carico di cose belle ed importanti. Questo incarico che mi viene affidato è un incarico importante, interessante. Siamo tra alpini e uomini semplici e condurremo la Sezione tutti insieme con lo spirito che ci contraddistingue.
Sono certo che il lavoro non mancherà, ma con l’aiuto di tutti voi, la passione che sempre mettiamo a disposizione dell’Associazione, potremo mantenere intatti i nostri impegni di Amicizia, Solidarietà e Responsabilità. Assumere la carica di Presidente sezionale significa caricarsi di uno zaino particolarmente pesante e importante, pieno però di belle cose ereditate dal mio predecessore Giovanni Battista Bozzoli che con molto impegno e rigore ha saputo mantenere intatti nell’ambito della Sezione i nostri valori alpini, il nostro impegno verso gli altri, la nostra cultura e la nostra testimonianza, fatta di azioni semplici ma significative. Se alziamo lo sguardo, scopriamo che ogni giorno attorno a noi qualcosa sta cambiando, ma noi alpini resteremo legati alle nostre radici, non tradiremo mai i sacrifici dei nostri Padri e come dice un bellissimo canto alpino: Ma gli alpini non hanno paura, …e allora tutti zaino in spalla, continueremo la nostra marcia, guardando in alto.”
Giuseppe (universalmente conosciuto come Beppo) Benedetti è nato il 4 aprile 1953 a Cimetta di Codognè. Si diploma al Fermi di Lancenigo e poi agli inizi del 1973 parte per il CAR a L’Aquila. Dopo l’addestramento viene assegnato alla Compagnia Comando del btg Gemona dell’8° a Pontebba, con incarico di radiofonista, che perfeziona con un corso specifico alla Di Prampero di Udine, sede della Julia. Un servizio inappuntabile, il suo, se non fosse stato macchiato da 10 giorni di CPR, ricorda divertito, mentre era al corso roccia sulle montagne della Carnia, per una fuga dettata da irrefrenabili sentimenti e pulsioni giovanili. Dopo il congedo, aprile 1974, inizia la professione di mobiliere. Nel frattempo coltiva le sue passioni sportive, in particolare il calcio: prima come calciatore e poi come arbitro federale fino al 1985, giungendo alla categoria dilettanti. E poi ancora il ciclismo e il tennis, seguendo il compaesano Renzo Furlan in Coppa Davis. Per un breve periodo è capogruppo di Codognè e nel 2004 entra in Consiglio Sezionale, contribuendo alle celebrazioni dell’80°, portando a Conegliano la presentazione ufficiale del 4° Libro Verde della Solidarietà Alpina e tutto il Consiglio Nazionale che tiene una seduta plenaria nella sala consiliare di Conegliano. Nel 2009 ricopre la carica di vicepresidente vicario di Bozzoli.
Una delle priorità del suo impegno, sottolinea, è di rafforzare il rapporto con i reparti in armi e i rispettivi comandanti, come avvenne con Silvio Biagini, Antonino Inturri, Flavio Lauri…, operare sinergicamente con le Sezioni vicine e rispondere sinergicamente alla programmazione nazionale.




Progettualità ad ampio raggio che viene subito attuata con i seguenti collaboratori:
Presidente: Giuseppe Benedetti
Vice presidenti: Andrea Danieli, Matteo Villanova, Narciso De Rosso.
Tesoriere: Claudio Lorenzet.
Segretario del Consiglio: Giovanni Gasponi
Consigliere onorario: Lino Chies.
Consiglieri: Luciano Barzotto, Giovanni Bellè, Sandro Celot, Oliviero Chiesurin, Pier Fernando Dalla Rosa, Antonio Dall’Anese, Ferdinando De Martin, Mirko De Nardi, Luigino Donadel, Giovanni Gasponi, Fabio Lorenzet, Silvano Miraval, Marsilio Rusalen, Savino Schiavon, Lucio Sossai, Giovanni Traina, Giambattista Zaia, Vittorino Zanetti.
Segreteria: Mirko Cadorin, Lucio Zago, Omar Gatti, Claudio Lorenzet.
Cerimoniere: Massimo Battistuzzi.
Alfieri: Luigino Donadel, Narciso De Rosso.
Protezione Civile: coordinatore Andrea Danieli; membri Giuliano Zanin, Oliviero Chiesurin, Marsilio Rusalen, Ferdinando De Martin.
Attività sportive: coordinatore Silvano Miraval; membri Michele Pilla, Fabio Lorenzet, Antonio Morbin, Giovanni Traina.
Giovani: coordinatore Christian Boscaratto; membri Simone Sanson, Sandro Celot, Savino Schiavon.
Logistica: Oliviero Chiesurin
Bosco Penne Mozze: Lino Chies.
Fanfara Alpina: Antonio Dall’Anese, Savino Schiavon.
Museo Sezionale:direttore Museo Luciano Barzotto; commissione tecnico-culturale Federico Furlan, Loris Carlotto, Primo Gadia, Franco Chiesa, Antonio Daminato, Claudio Botteon, Luigi Perencin, Romolo Romano; comitato di gestione Matteo Villanova, Giovanni Gasponi, Luciano Giordan, Giambattista Zaia.
Centro studi ANA: Federico Furlan, Pier Fernando Dalla Rosa
Biblioteca: Giambattista Zaia.
Fiamme Verdi e stampa alpina: direttore Antonio Menegon; redazione Renzo Sossai, Matteo Villanova, Omar Gatti, Sandro Celot, Giorgio Visentin, Pier Fernando Dalla Rosa.
Colletta Alimentare: Fabio Lorenzet, Giovanni Traina, Lauro Piaia, Lucio Sossai, Giovanni Bellè, Savino Schiavon.
Madonna della Neve: Giovanni Gasponi, Silvano Armellin.
Cappellano Sezionale: don Stefano Sitta.
Rapporti Ass. Fiorot: Luigino Donadel, Marsilio Rusalen.
Sede: Lucio Sossai, Luigino Donadel, Luciano Giordan.
Taverna: Mirko De Nardi, Narciso De Rosso, Vittorino Zanette
Vice presidenti: Andrea Danieli, Matteo Villanova, Narciso De Rosso.
Tesoriere: Claudio Lorenzet.
Segretario del Consiglio: Giovanni Gasponi
Consigliere onorario: Lino Chies.
Consiglieri: Luciano Barzotto, Giovanni Bellè, Sandro Celot, Oliviero Chiesurin, Pier Fernando Dalla Rosa, Antonio Dall’Anese, Ferdinando De Martin, Mirko De Nardi, Luigino Donadel, Giovanni Gasponi, Fabio Lorenzet, Silvano Miraval, Marsilio Rusalen, Savino Schiavon, Lucio Sossai, Giovanni Traina, Giambattista Zaia, Vittorino Zanetti.
Segreteria: Mirko Cadorin, Lucio Zago, Omar Gatti, Claudio Lorenzet.
Cerimoniere: Massimo Battistuzzi.
Alfieri: Luigino Donadel, Narciso De Rosso.
Protezione Civile: coordinatore Andrea Danieli; membri Giuliano Zanin, Oliviero Chiesurin, Marsilio Rusalen, Ferdinando De Martin.
Attività sportive: coordinatore Silvano Miraval; membri Michele Pilla, Fabio Lorenzet, Antonio Morbin, Giovanni Traina.
Giovani: coordinatore Christian Boscaratto; membri Simone Sanson, Sandro Celot, Savino Schiavon.
Logistica: Oliviero Chiesurin
Bosco Penne Mozze: Lino Chies.
Fanfara Alpina: Antonio Dall’Anese, Savino Schiavon.
Museo Sezionale:direttore Museo Luciano Barzotto; commissione tecnico-culturale Federico Furlan, Loris Carlotto, Primo Gadia, Franco Chiesa, Antonio Daminato, Claudio Botteon, Luigi Perencin, Romolo Romano; comitato di gestione Matteo Villanova, Giovanni Gasponi, Luciano Giordan, Giambattista Zaia.
Centro studi ANA: Federico Furlan, Pier Fernando Dalla Rosa
Biblioteca: Giambattista Zaia.
Fiamme Verdi e stampa alpina: direttore Antonio Menegon; redazione Renzo Sossai, Matteo Villanova, Omar Gatti, Sandro Celot, Giorgio Visentin, Pier Fernando Dalla Rosa.
Colletta Alimentare: Fabio Lorenzet, Giovanni Traina, Lauro Piaia, Lucio Sossai, Giovanni Bellè, Savino Schiavon.
Madonna della Neve: Giovanni Gasponi, Silvano Armellin.
Cappellano Sezionale: don Stefano Sitta.
Rapporti Ass. Fiorot: Luigino Donadel, Marsilio Rusalen.
Sede: Lucio Sossai, Luigino Donadel, Luciano Giordan.
Taverna: Mirko De Nardi, Narciso De Rosso, Vittorino Zanette
Taverniere: Franco Zornio.
Revisori dei Conti: presidente Gianantonio Dal Cin; membri effettivi Fabio Soneghet, Marco Giacomini; supplenti Omar Gatti, Domenico Rui.
Giunta di Scrutinio:coordinatore Davide De Nardo; membri Franco Zanardo, Francesco Botteon, Mario Casagrande, Luca Sartor.
Verifica Poteri: Emilio Maschietto, Michele Pilla, Bruno Danieli, Bruno De Carlo, Mario Franceschi.
Revisori dei Conti: presidente Gianantonio Dal Cin; membri effettivi Fabio Soneghet, Marco Giacomini; supplenti Omar Gatti, Domenico Rui.
Giunta di Scrutinio:coordinatore Davide De Nardo; membri Franco Zanardo, Francesco Botteon, Mario Casagrande, Luca Sartor.
Verifica Poteri: Emilio Maschietto, Michele Pilla, Bruno Danieli, Bruno De Carlo, Mario Franceschi.

Benedetti con il comandante del 3° Art. Mont, col. Flavio Lauri, davanti all’ex caserma San Martino dove nacque il Gruppo di Art. da Mont. Conegliano
2012
• ben 28 Gruppi della Sezione, guidati dal neopresidente Benedetti, partecipano alla consegna a Luca Barizonsi, il giovane alpino gravemente ferito in Afghanistan, della casa domotica costruita dall’ANA a Gravellona Lomellina (PV). “Missione compiuta- ha esordito il Presidente nazionale Corrado Perona -l’impegno che avevamo assunto con la mamma di Luca, si è realizzato. Ella mi aveva espresso tutta la sua preoccupazione per quel figlio ferito, costretto su una sedia a rotelle: come farò?, mi disse disperata, abitiamo al terzo piano di un condominio senza ascensore, sarà impossibile riportarlo a casa. Ci penseremo noi le promisi, ci penseranno gli alpini ad accogliere suo figlio. E così è stato!”

Gravellona Toce. Consegna della casa domotica a Barisonzi
• a Falcade si svolgono le Alpiniadi nel segno del vecio slalomista Italo De Candido.

• il Centro Studi ANA sezionale, in collaborazione con gli Istituti superiori di Conegliano e Pieve di Soligo, istituisce una Borsa di Studio per diffondere tra i giovani la storia e la cultura delle Penne Nere.
• il Gruppo di Sernaglia, sotto l’egida dell’intramontabile Livio Bortot, per il suo 50°, oltre ad altre iniziative, inaugura il Parco degli Alpini.


Benedetti con Perona e il sindaco di Sernaglia, Sonia Fregolent e con Mariolina Cattaneo della segreteria nazionale
• esercitazione Rischio Sismico della Protezione Civile-Ana, il 28 aprile a Sernaglia della Battaglia.
• solo un mese dopo la medesima P.C., con 53 volontari e 3.666 ore di lavoro, agiva sul campo a San Felice sul Panaro (MO) in soccorso delle popolazioni emiliane colpite da un violento sisma.


La P.C. sezionale in Emilia dopo il terremoto - Emergenza neve nelle Marche
• al Museo degli Alpini, viene inaugurata la mostra tematica: La Campagna di Russia, con introduzione storica del gen. Primo Gadia.


gen. Primo Gadia, ultimo comandante della Cadore - a dx Taglio del nastro della mostra tematica sull’Armir
• a Orsago, con regia del capogruppo Piero Casagrande, si tiene il 3° Raduno del Conegliano, rappresentato dalla 13ª in armi, nel 70° dell’eroica morte in Russia del serg. Giovanni Bortolotto, orsaghese, eroe di Grecia e Russia, Medaglia d’Oro al Valore. Nell’occasione veniva presentato il libro rievocativo: Giovanni Bortolotto, eroe mai dimenticato, curato da Luciano Barzotto, direttore del Museo degli Alpini. Toccante, nel contesto, è stata la rievocazione della morte di Bortolotto (nominato con lo pseudonimo di serg. Sguairo), accasciato e rantolante presso il suo pezzo appena centrato dalle katushe russe, descritta dal ten medico Giulio Bedeschi (ten. Serri), testimone oculare del fatto, in Centomila gavette di Ghiaccio.
Dopo la sfilata, il presidente Benedetti, ringraziando la 13ª batteria schierata in armi davanti al palco d’onore, si lascia andare alle memorie della sua naja: “Siamo tutti presi da improvvisa nostalgia nel ricordare le caserme dove abbiamo passato un periodo importante della nostra giovinezza. Ti vengono in mente, in un vivido flash back, le marce con lo zaino affardellato, quelle amate e benedette bestiacce che erano i muli, quel capitano che ti faceva sputare sangue ma che ti voleva bene come ad un fratello minore, le bufere di freddo e neve del campo invernale, le fughe domenicali per andare a trovare la morosa rischiando, al ritorno, di trovarti consegnato per una settimana intera… e ancora la nostalgia degli amici, dei tuoi compagni di avventura per un anno intero, ma soprattutto la nostalgia dei tuoi vent’anni quando pensavi di avere il mondo in mano. E oggi nel vedere quelle caserme, che per un certo periodo furono la nostra casa, chiuse e abbandonate al più totale degrado, alla nostalgia si aggiunge un’infinita tristezza.” Si commuove il presidente, ma per poco, poi riprende il presente per mano: “Ecco, le cose sono cambiate e mancando la naja c’è la preoccupazione che il nostro futuro possa risultare irrimediabilmente compromesso. Non è così, il nostro spirito- e qui egli alza il tono di voce affinché tutti recepiscano il messaggio -non è mai venuto meno! Il nostro impegno si produce sempre in nuovi interventi, rimangono inalterati i nostri valori e i nostri principi, e il riconoscimento a livello sociale mai, ripeto mai, ha tradito le aspettative di chi aveva chiesto il nostro aiuto. Oggi abbiamo parlato di pace, di amicizia, di solidarietà e impegno: è il messaggio di noi alpini alle nuove generazioni, per un futuro di speranza e di un’Italia migliore.”
L’orazione ufficiale è tenuta dal Vicepresidente nazionale Nino Geronazzo, carismatica Penna Bianca sezionale. Egli dice: “Noi siamo orgogliosi dei nostri ragazzi, del loro coraggio, della loro disponibilità, del senso del dovere che riescono a mostrare, della dignità ed umanità che esprimono. Siamo orgogliosi dell’affetto e del rispetto che il popolo afghano riconosce loro. I nostri ragazzi non saranno degli eroi nel senso retorico del termine, ma sono certamente esempi di un’Italia bella e solidale che, nonostante ciò che scrivono i giornali, esiste davvero anche se opera senza clamore e non pretende nulla se non il semplice rispetto.” E chiudendo il discorso, si rivolge ai suoi ragazzi in divisa, fissa il suo sguardo nei loro occhi, come se parlasse individualmente ad ognuno di loro “Fra qualche mese anche voi andrete in missione in Afghanistan con la Julia… mi raccomando ragazzi, non fate scherzi: quando tornerete, tutti noi saremo a Udine ad attendervi… nessuno,- e la sua voce echeggia nella piazza più forte che mai -nessuno di voi deve mancare all’appuntamento.”
L’orazione ufficiale è tenuta dal Vicepresidente nazionale Nino Geronazzo, carismatica Penna Bianca sezionale. Egli dice: “Noi siamo orgogliosi dei nostri ragazzi, del loro coraggio, della loro disponibilità, del senso del dovere che riescono a mostrare, della dignità ed umanità che esprimono. Siamo orgogliosi dell’affetto e del rispetto che il popolo afghano riconosce loro. I nostri ragazzi non saranno degli eroi nel senso retorico del termine, ma sono certamente esempi di un’Italia bella e solidale che, nonostante ciò che scrivono i giornali, esiste davvero anche se opera senza clamore e non pretende nulla se non il semplice rispetto.” E chiudendo il discorso, si rivolge ai suoi ragazzi in divisa, fissa il suo sguardo nei loro occhi, come se parlasse individualmente ad ognuno di loro “Fra qualche mese anche voi andrete in missione in Afghanistan con la Julia… mi raccomando ragazzi, non fate scherzi: quando tornerete, tutti noi saremo a Udine ad attendervi… nessuno,- e la sua voce echeggia nella piazza più forte che mai -nessuno di voi deve mancare all’appuntamento.”


Orsago. Commemorazione della M.O Bortolotto - Terzo Raduno del Conegliano
• a Lienz, in Austria, la Sezione rappresentata dal Presidente emerito Battista Bozzoli, presenzia all’Incontro italo-austriaco della Pace a ricordo dei Caduti e delle Vittime civili della Grande Guerra.


Daminato e Chies a Milovice - Bozzoli a Lienz
• 50° di fondazione del Gruppo di Barbisano. Il capogruppo Walter Bogo, sollevando un grande tricolore, scopre il cippo dedicato agli Alpini, un cappello alpino scolpito nella roccia, opera dell’artista Stefano Vecchiato. La Penna in ferro battuto è stata donata dagli alpini di Arcade.
• il cav. Claudio Bernardi, grande figura di uomo e di alpino, già capogruppo per molti anni di Santa Lucia e più volte consigliere e vicepresidente sezionale, è nominato vicepresidente della Via di Natale, benemerita associazione che da molti anni sostiene l’ospedale oncologico di Aviano.
• dopo una vita dedicata all’apostolato, torna alla casa del Padre mons. Francesco Casagrande, un grande amico del Gruppo alpini di Solighetto e della Sezione, sempre presente alle cerimonie legate alla commemorazione di Nikolajewka.
• presso la sede del Gruppo di Bibano, presenti Benedetti e il consigliere nazionale Sonzogni, scoprimento del Monumento all’Alpino, busto a grandezza naturale, pregevole opera in bronzo dell’artista locale Giuseppe Da Re.

50° a Barbisano

Perona a Soligo

Bibano. Il monumento all'Alpino

Il Gruppo Parè compie 40 anni
2013
• Luigino Bravin del Gruppo Città si aggiudica il primo premio al concorso nazionale di letteratura breve “Parole attorno al fuoco” di Arcade con il racconto Scomparsi.
• durante i lavori assembleari al Toniolo, il presidente Benedetti consegna la tessera ANA al col. Antonino Inturri, già comandante del 3°, e al cap. Vincenzo Peri del 7°.


Il col. Antonino Inturri e il cap. Vincenzo Peri
• “Il tenente Pietro Marchisio, ultimo dei Leoni del Conegliano,- si legge su L’Alpino -è morto a Torino dove era nato il 6 novembre 1918, da genitori piemontesi. Il suo servizio militare iniziò nel 1940 alla Scuola Allievi Ufficiali di complemento di Artiglieria Alpina a Bra. Rientrò in Italia dalla Russia con i pochi superstiti della Divisione Julia il 18 marzo 1943 e rimase in servizio, sempre al Gruppo Conegliano, fino all’8 settembre. Un uomo risoluto, battagliero. Indimenticabile resterà il suo sorriso a Torino, la domenica dell’adunata, nell’abbraccio con il Presidente Trentini, artigliere del Terzo come lui. Ora gli anni non peseranno più. Non peseranno i ricordi dei compagni Caduti al fronte. Ora sarai di nuovo sereno, signor Tenente.”
• le rappresentanze dei 30 Gruppi della Sezione, accompagnati dal nuovo Cappellano don Stefano Sitta, sono a Belluno per consegnare il Tricolore alla Julia, incorporata nella Multinational Land Force, in procinto di partire per l’operazione ISAF in Afghanistan. Così, dopo 35 anni, don Stefano ha potuto rivivere l’emozione di varcare l’ingresso della caserma Salsa, dove nel 1978 svolse il servizio militare, proprio, nel 7° Alpini. “Don Stefano il cappello alpino non lo ha abbandonato di certo e quando celebra la messa per occasioni alpine- dicono di lui gli amici -lo indossa con la fierezza e si vede che in quei momenti si fonde con quanti hanno condiviso la sua esperienza militare alpina.”
• grande successo di critica e di pubblico per la mostra allestita al Museo Cà de Noal di Treviso, titolata: Due uomini d’oro, curata dall’artigliere alpino Luigi Perencin di Soligo, già vicepresidente della Sezione di Conegliano e collaboratore del Museo degli Alpini. “Una grande manifestazione- si legge su un quotidiano locale -iniziata con l’inaugurazione del monumento all’Alpino, opera dello scultore Carlo Balliana, e proseguita con l’inaugurazione della mostra da parte delle autorità civili e militari presenti, tra cui il Sindaco per antonomasia di Treviso, l’alpino Giancarlo Gentilini, il Presidente Nazionale degli Alpini Corrado Perona. Mostra che vede una grande esposizione di reperti, immagini, uniformi e documenti che ripercorrono le gesta degli alpini e in particolare delle M.O. Tommaso Salsa ed Enrico Reginato.”

Treviso inaugurazione della mostra di Luigi Perencin con Corrado Perona e il sindaco alpino Giancarlo Gentilini
• Corrado Perona, amatissimo Presidente nazionale per dodici anni, consegna il bastone di comando dell’ANA a Sebastiano Favero, trevigiano della Valcavasia e iscritto alla Sezione Montegrappa di Bassano. Queste le parole di commiato del Presidente emerito: “Sono rilassato, ben sapendo di aver passato il testimone a un vero alpino qual è Sebastiano Favero. Sono tranquillo, ben conoscendo il popolo delle Penne Nere, il suo entusiasmo, l’altruismo, il senso del dovere, la voglia di fare. Infine sono riposato, per aver appoggiato a terra uno zaino pesante, ma certo che Sebastiano Favero ha spalle buone per poterlo portare a lungo.”
L’ing. Sebastiano Favero è nato a Possagno (Treviso) il 24 agosto 1948. Allievo del 74º corso AUC è passato, con i gradi di sottotenente, al 7º reggimento alpini, btg. Pieve di Cadore dove, nella compagnia mortai, ha ricoperto per quattro mesi l’incarico di vice comandante del reparto. In questo periodo ha progettato e seguito i lavori di trasformazione dei refettori e delle strutture di ricovero del parco automezzi. Iscritto all’ANA dal 1974, è stato consigliere del Gruppo di Possagno dal 1978, Consigliere della Sezione di Bassano dal 1989 e Capogruppo dal 2000. Tra i suoi progetti: un rifugio sul monte Palon (massiccio del Grappa) e, sempre sul Palon, la sistemazione di mille metri di trincee e di 300 metri di gallerie e appostamenti della prima guerra mondiale. È stato membro della commissione Rossosch, contribuendo come coprogettista e codirettore dei lavori insieme al fratello Davide, allo zio Bortolo Busnardo e a Lino Chies. Ha fatto parte della commissione per la costruzione di una scuola multietnica a Zenica e nell’operazione in Mozambico. Divenuto presidente della commissione nazionale ANA Grandi Opere ha seguito la conclusione dei lavori al rifugio Contrin, ha contribuito alla costruzione del Villaggio ANA a Fossa (AQ) e della casa domotica per Luca Barisonzi. Nel 2010-2011 è stato vicepresidente nazionale e vicepresidente nazionale vicario nel biennio successivo.
• nell’aula convegni dell’antico convento di San Francesco, il neo presidente Sebastiano Favero e Lino Chies, grandi artefici dell’Operazione Sorriso, presentano la ristampa del libro su Rossosch nel 20° dell’inaugurazione.
• a Conegliano, Concerto di beneficenza con Pino di Modugno, campione del mondo di fisarmonica. Il ricavato è devoluto alla costruenda scuola materna di Cento.

Conegliano. Madonna della Neve. Visita guidata con Piero Masutti
• a 97 anni si spegne Teofilo Bonanni, carnico di origine ma coneglianese per scelta, reduce di Grecia e di Russia con la 14ª del Conegliano, prima capopezzo e poi meticoloso furiere. Proprio dalle sue annotazioni è possibile ricostruire la storia di quei tragici giorni e conoscere la sorte toccata a tanti artiglieri nel corso dei combattimenti e della ritirata.
• il neo Capogruppo di Pieve di Soligo, Albino Bertazzon che da poco ha sostituito Bepi Collodet, celebra con le sue Penne Nere l’85° di fondazione nel ricordo degli alpini andati avanti e del gen. Girolamo Busolli.
• 4° Raduno del Conegliano con grande sfilata per le vie del centro cittadino.
• in occasione della cerimonia di risistemazione della Rotonda degli Alpini a Sarano, Renzo Sossai, già vicepresidente sezionale e attivo redattore di Fiamme Verdi, presenta la sua ultima ricerca: 2003-2013 Alpini a Santa Lucia, la nostra storia.

Pieve di Soligo, Albino Bertazzon e Bepi Collodet

Teofilo Bonanni

Renzo Sossai. 4° Raduno del Conegliano

Claudio Bernardi

Santa Lucia

Refrontolo. Nel segno del dramma del Molinetto
• a Bergamo, la Sezione è presente per l’ultimo saluto al Presidente Leonardo Caprioli che è salito in alto, a fianco di Cantore.
• intitolazione di Piazza Vallomy, in memoria del nostro grande Presidente, all’interno di Casa Fenzi.
• a Codognè saluto e ringraziamento a don Stefano Sitta, originario di Mel, alpino, parroco di Cimetta-Cimavilla e Cappellano sezionale, destinato ora alla guida delle parrocchie di Barbisano e Collalto.
• a Marostica, nell’ambito del Convegno Itinerante Stampa Alpina (CISA), Fiamme Verdi, il giornale della nostra Sezione diretto da Antonio Menegon, è premiato dal Presidente nazionale Sebastiano Favero come una delle testate di eccellenza della stampa alpina nazionale, aggiudicandosi il terzo premio.

Marostica.Fiamme Verdi sul podio

Cultura alpina all’IPSIA di Conegliano con Federico Furlan
• gli alpini di Conegliano, guidati da Chies e Geronazzo, tornano a Rossosch per il 20° anniversario dell’Operazione Sorriso, ponte di pace tra i popoli italiano e russo.
• Festa del Gruppo di Fontigo con il nuovo pennone alzabandiera.
• il vescovo di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo è ospite nella casa degli alpini di Colfosco. “Mancava solo che gli chiedessimo di indossare il cappello alpino- commenta uno dei presenti -e potevamo dire che era uno di noi.”

Fontigo, il nuovo pennone

Gli alpini di Falzè impegnati per il decoro del paese

Il vescovo Corrado Pizziolo ospite degli alpini di Colfosco

Il Gruppo di Santa Maria alla scuola materna
• il presidente emerito Antonio Daminato scorta il vessillo sezionale, portato dal consigliere onorario Lino Chies, a Milovice (Praga) dove riposano oltre 5 mila soldati italiani della Grande Guerra morti in prigionia.
• Benedetti, i Presidenti emeriti della Sezione e il Vicepresidente nazionale Geronazzo festeggiano il 40° anniversario di matrimonio di Battista Bozzoli. Così scrive Fiamme Verdi: “Ha voluto circondarsi dei parenti più stretti, arrivati anche da oltre Oceano, e degli alpini con cui ha maggiormente collaborato nel corso del suo mandato, il past-President Battista Bozzoli, il 29 settembre, per celebrare il 40° di matrimonio con la moglie Maria e la nascita del primo nipotino, Alessandro. Una suggestiva messa celebrata nella chiesetta posta in cima al Colle del San Gallo, a Soligo, ha fatto rinnovare a Battista e Maria il loro impegno cristiano, sancito col matrimonio. Al termine della messa non sono poi mancati i lanci di riso e i complimenti agli ex novelli sposi.”
• Benedetti accompagna il coro Bedeschi alla caserma Cantore di Tolmezzo per il tradizionale Concerto di Natale per gli artiglieri del 3°.

Tolmezzo. Sala nobile di palazzo Linussio, ora caserma Cantore, il coro Bedeschi ospite del 3°
• dalle pagine di Fiamme Verdi, in occasione degli auguri natalizi, Benedetti si rivolge ai Gruppi della Sezione incoraggiandoli nel loro impegno civile e sociale: “Intenso è stato poi l’impegno con le realtà locali e gli enti di assistenza: la Nostra Famiglia, le case di riposo e la partecipazione sempre più sentita alla Colletta Alimentare e al Banco farmaceutico. Ma è il quotidiano impegno degli alpini il valore più grande di cui disponiamo, un impegno fatto magari di piccoli gesti che però hanno un profondo significato in una società gravemente malata come la nostra. A volte basta poco, penso all’attenzione di tanti alpini nelle scuole del territorio: gesti semplici, un incontro, una castagnata, il dono di un Tricolore, un alzabandiera, un coro alpino.”
2014
• durante i lavori assembleari, Antonio Daminato nel ruolo di presidente del Comitato organizzatore, coadiuvato in segreteria da Omar Gatti, presenta il nuovo logo grafico che accompagnerà tutte le iniziative legate al 90°.
• centenario della Grande Guerra. Così il direttore di Fiamme Verdi, Menegon, di ritorno dai lavori del Cisa, si rivolge particolarmente ai capigruppo: “Quello che l’ANA nazionale vuole fare in questi anni di celebrazione e ricordo (2015-2018) non sono solo cerimonie, corone d’alloro e discorsi, ma soprattutto costruzione di un ricordo collettivo che segni la coscienza di tutti. L’idea è quella di far rivivere la memoria di tanti uomini semplici, di tanti soldati, del loro coraggio e della loro tenacia, del loro senso del dovere e del loro amor patrio, per indicarli come testimoni di una cultura che poi è quella degli alpini. Coinvolgere e portare i giovani nei sacrari per instillare loro l’idea del valore della memoria e per onorare così, per davvero, il ricordo e la memoria di tanti nostri eroi. A 100 anni dagli eventi non possono ormai più le sole parole incidere nelle coscienze di ragazzi che sono quotidianamente bombardati di messaggi che tutt’altro fanno che invitarli all’impegno civile e sociale. Solo un coinvolgimento diretto, sul campo, può sortire qualcosa. Portiamoli a toccare con mano, a visitare, a pulire un pezzo di trincea, col massimo impegno e la massima sicurezza. Dobbiamo cogliere questa occasione del Centenario della Grande Guerra per ricostruire ciò che dal secondo dopoguerra in avanti è stato scientificamente distrutto: il concetto di Patria e di identità nazionale.”
• completamento dei lavori di ripristino della chiesa di Draga, alla periferia di Rjeka in Croazia. Operazione effettuata con uomini e mezzi messi a disposizione dalla Sezione di Conegliano.


I volontari a Draga e la cerimonia religiosa a fine lavori
• un gruppo di alpini in congedo della sezione di Conegliano, guidati da Benedetti, accompagnano il Presidente nazionale Favero e il suo vice Geronazzo, all’incontro con gli artiglieri del 3° da Montagna in armi alla chiusura, nell’innevata Cima Grappa, del Campo invernale. Così annota L’Alpino: “Una celebrazione semplice e allo stesso tempo suggestiva: dopo una breve sfilata, accompagnata dalla fanfara alpina della sezione di Conegliano, i partecipanti si sono schierati di fronte alla galleria Vittorio Emanuele III dove sono stati resi gli onori alla Bandiera e ai Caduti. Oltre al presidente nazionale Favero e al vice Nino Geronazzo, c’erano gli alpini e i vessilli delle sezioni di Conegliano, Bassano, Treviso e Carnica con i rispettivi presidenti e una cinquantina di gagliardetti. Non è voluto mancare all’appuntamento il direttore del Sacrario ten. col. La Bella e i suoi collaboratori. Dopo l’alzabandiera è stata deposta una corona d’alloro in memoria di tutti i 22.000 Caduti italiani e austroungarici che riposano poco più in alto, mentre il cappellano militare don Giuseppe Ganciu impartiva la benedizione e leggeva la Preghiera dell’Alpino. Al momento dei saluti il colonnello Lauri ha manifestato la grande soddisfazione di aver visitato luoghi così ricchi di storia e di sacrifici che fanno sentire l’orgoglio di essere italiani e alpini. Favero, nel porgere il benvenuto ai nostri soldati ha ricordato che su questa montagna si è fatta l’Italia e che è nostro dovere trasmettere i valori di quel messaggio: Monte Grappa tu sei la mia Patria, scolpito nel marmo del Sacrario. Un fuori programma lo ha riservato il comandante Lauri promuovendo capitano Marco Nardi, comandante della 13ª batteria e chiedendo al presidente nazionale di consegnare all’ufficiale l’insegna del nuovo grado: una promozione “sul campo” per il capitano, emozionato e osannato dai suoi alpini. Tanta commozione per una cerimonia che nessuno scorderà.”


A cima Grappa con gli artiglieri del 3°
• un incendio distrugge la casa e tutti i ricordi degli alpini di Ponte della Priula. “La ricostruiremo.- è la pronta risposta di Lucio Sossai, che l’aveva inaugurata, del capogruppo Ivan Bardini e degli altri alpini, visibilmente abbattuti ma non rassegnati -…dopo l’incendio l’erba cresce più verde e rigogliosa di prima.” è la loro convinzione. E subito vengono avviati i contatti con l’Amministrazione comunale per l’espletamento delle pratiche necessarie.

Ponte della Priula. La sede distrutta

Mareno di Piave. Emergenza acqua, i volontari della P.C all’opera

Con il presidente della Provincia, Muraro

Ponte della Priula: Cerimonia con il sindaco Scarpa

Ponte della Priula: Progetto della nuova sede
• la Sezione accompagna il Presidente Sebastiano Favero e il suo vice, il nostro Nino Geronazzo, a Basovizza per ricordare i Martiri (per molto tempo colpevolmente ignorati dalla Storia) delle Foibe.
• inaugurata al Museo la nuova mostra tematica: La Campagna d’Italia 1943-45, sotto l’attenta regia del direttore Luciano Barzotto.
• gli alpini di Mareno si mobilitano per fronteggiare l’emergenza idrogeologica causata da piogge torrenziali che hanno messo sott’acqua l’intero territorio comunale.
• al Raduno triveneto una staffetta podistica del GSA, con Christian Boscaratto in testa, porta a Schio la fiaccola accesa nel braciere dell’Ossario del Pasubio.
• il direttore di Fiamme Verdi,Antonio Menegon, presenta il suo ultimo libro storico: Furio Camillo di Collalto, traditore innamorato, ambientato nel 1585.
• il presidente Benedetti incontra il vescovo Corrado Pizziolo per dirimere alcune incomprensioni inerenti alla presenza degli alpini nelle cerimonie religiose. Cogliendo l’occasione, invita il presule ad officiare la Messa al campo in occasione del Triveneto che nel 2015 si terrà a Conegliano.
• sfidando un violento nubifragio e pur sferzata dalla grandine, la Sezione di Conegliano sfila compatta all’Adunata di Pordenone. Una imperturbabilità ammirevole che richiama anche l’attenzione de L’Alpino che, oltre a dedicarne la copertina di giugno, racconta: “Anche il cielo ad un certo punto, andando verso la conclusione della festa, si mette di traverso. Acqua e grandine sulle Sezioni delle città vicine a Pordenone (in particolare Conegliano) e sui padroni di casa. Scene al limite dello stoicismo, che vedranno gli alpini imperterriti, quasi fieri di sfidare le avversità, sfilando davanti al Labaro e davanti al loro Presidente nazionale. Ma la gente non sarà da meno. Altrettanto imperterrita, aspetterà il concludersi dell’Adunata, ancora assiepata alle transenne del percorso. Tanti “grazie alpini”, gridati a gran voce, che solo a pensarci mettono la pelle d’oca. Quanto basta comunque per dire: grazie italiani e grazie Pordenone.”
Nell’occasione molto efficiente si è rivelata la famosa aliquota di manovra, come ama definirla Nino Geronazzo, ossia Silvano Miraval il quale, pur sotto pioggia e grandine, ha saputo gestire la sfilata di Conegliano affrontando con assoluta padronanza l’improvvisa criticità meteorologica.
Nell’occasione molto efficiente si è rivelata la famosa aliquota di manovra, come ama definirla Nino Geronazzo, ossia Silvano Miraval il quale, pur sotto pioggia e grandine, ha saputo gestire la sfilata di Conegliano affrontando con assoluta padronanza l’improvvisa criticità meteorologica.

Pordenone. Sfila la Sezione di Conegliano tra scrosci di applausi e… pioggia e grandine.
• dopo aver pianificato in modo impeccabile le ultime cinque Adunate Nazionali, Nino Geronazzo lascia il Consiglio Nazionale per scadenza dei due mandati. Prestigioso incarico che ha onorato con la sua alta e competente professionalità organizzativa. Per certo ora ne guadagnerà la Sezione.


Nino Geronazzo, impeccabile regista, impartisce le ultime direttive per la sfilata - Poi si prende un po’ di relax
• la Sezione è a Tolmezzo per il cambio di comando al 3° artiglieria alpina tra il col. Flavio Lauri, destinato alla Scuola sottufficiali di Viterbo, e il col. Enzo Ceruzzi, proveniente dal Comando della Divisione Friuli di Firenze.
• il Gruppo di Soligo, guidato da Carlo Dal Piva, celebra con una grande cerimonia il 60° di fondazione con lo scoprimento di un busto commemorativo della M.O. Sante Dorigo, opera del noto artista Carlo Balliana, definito dalla critica lo scultore del vento. La cerimonia religiosa è officiata da don Bruno Fasani, direttore della testata nazionale L’Alpino, che sarà presente anche in settembre alla cerimonia al Bosco delle penne Mozze.
• la Sezione presenzia alla seduta del Consiglio Comunale di Conegliano nella quale il sindaco alpino cap. Floriano Zambon, conferisce la cittadinanza onoraria al 3° Reggimento di Artiglieria da Montagna della Julia. L’onorificenza verrà data ufficialmente al reparto nel corso del 90°.
• Cambio della guardia al Gruppo di Collalbrigo: Gianfranco Armellin lascia l’incarico al giovane Maurizio Marcon.

Collalbrigo, il cambio della guardia

L’incontro con il vescovo di Vittorio Veneto, mons. Corrado Pizziolo
• la P.C. sezionale partecipa alle operazioni di soccorso al Molinetto della Croda di Refrontolo, dove un’inaudita bomba d’acqua, riversatasi improvvisamente sul torrente Lierza, provoca 4 vittime, numerosi feriti e ingenti danni ambientali.
• il Gruppo di Mareno celebra il suo 55° nel ricordo del suo fondatore, il dott. Remigio Verri, improvvisamente scomparso nel 1964 e al quale nel 1971 venne intitolata una via del paese. Fiamme Verdi così scrisse allora: “Profondo dolore ha suscitato, tra la popolazione di Mareno di Piave e gli Alpini della Sezione, la morte repentina del dott. Remigio Verri, medico condotto e capo del fiorente Gruppo del paese di residenza, avvenuta il 15 marzo. Il dott. Verri era nato a Segusino il 19 giugno 1914 e, dopo la laurea in medicina e chirurgia conseguita all’Università di Padova, divenne ufficiale medico prestando servizio in vari reparti alpini. Assistente effettivo fino al maggio 1945 presso l’ospedale di Castelfranco, il dott. Verri si specializzò in Puericultura nel 1955 e in Pediatria nel 1956 presso l’Università di Padova. Dopo essere stato medico condotto a Resana e a Breda di Piave, il dott. Verri divenne titolare della condotta medica di Mareno di Piave dal 1955. Ai funerali ha partecipato una folla numerosissima e profondamente addolorata; il Presidente Curto e i vice presidenti Travaini e Daccò sono intervenuti col vessillo sezionale e numerosi consiglieri e soci; il Gruppo di Mareno era presente con la totalità dei propri iscritti e molte erano pure le rappresentanze di associazioni ed altri Gruppi.”
La giornata si chiude in un festoso incontro conviviale con gli alpini (e le alpine) della Julia.

Il Presidente beato tra le alpine della Julia

Benedetti con il Gruppo Sportivo Sezionale
• ottima partecipazione degli atleti di Conegliano alle Alpiniadi svoltesi a Cuneo. La Sezione si classifica all’11° posto assoluto. Da sottolineare il 3° posto individuale ottenuto da Antonio Baldassar nella corsa in montagna.
• 80° di fondazione del Gruppo
di San Vendemiano guidato da Roland Coletti.
• 24 agosto, la Sezione si
sdoppia:
- in mattinata, il presidente
Benedetti è a Lorenzago di Cadore dove viene benedetta dal cardinale Parolin la
chiesetta dedicata a papa Wojtyla sui luoghi delle sue passeggiate di preghiera
durante le vacanze estive tra i boschi delle Dolomiti;
- nel pomeriggio il vice De
Rosso, poi raggiunto da Benedetti, è a Bibano per la consueta cerimonia
religiosa in ricordo dei soci andati avanti e dei giovani artiglieri
alpini deceduti nel crollo della caserma Goi di Gemona, organizzata dal Gruppo
di Bibano-Godega presso la chiesetta di San Bartolomeo. Nell’occasione
viene scoperta una statua lignea realizzata dagli artisti Tonon e Boscariol
di Roverbasso, a grandezza naturale, raffigurante il Santo a ricordo di tutti i
volontari che hanno lavorato al suo restauro.

Il capogruppo di Bibano Godega Christian Diana
• il Gruppo di Colfosco e
il direttore di Fiamme Verdi, Antonio Menegon, collaborano attivamente
con Archeo-Susegana, per il ripristino delle trincee austriache sul Col della
Tombola.
• mons. Bruno Fasani,
direttore de L’Alpino, oltre ad officiare la Messa, è l’oratore ufficiale al
Bosco delle Penne Mozze. Queste le sue impressioni raccolte da Antonio Menegon:
“Questo è un luogo mistico,- dice -cioè un luogo dove si respira il
mistero. Salendo qui e sentendo quasi una colonna sonora di sottofondo il rumore
discreto del ruscello, qui c’è la presenza dei nostri morti e i nostri morti
stanno bene qui, hanno trovato finalmente la pace, qui il loro spirito è vivo e
ci parla.”
• presso il Museo degli Alpini,
viene inaugurato il Centro Studi di Bonifica Bellica, intitolato ad Ugo
Cerletti.
• in ottobre, 5° Raduno del
Gruppo Conegliano e del 3° Artiglieria da Montagna. Commemorazione
della Medaglia d’Argento Olindo Battistuzzi.
• Sebastiano Favero,
accompagnato dal presidente emerito Beppe Parazzini e il suo vice Sonzogni, è ad
Ogliano per inaugurare la nuova Casa degli Alpini eretta in questi anni sotto la
guida dei capigruppo Moreno Bortoluzzi e Marcello Silvestrin.

Ogliano. Inaugurazione della nuova sede con la
presenza del Presidente nazionale Sebastiano Favero.
• aspettando il Novantesimo: in
una Accademia gremita, viene messo in scena lo spettacolo teatrale Centomila
gavette di ghiaccio, tratto dall’omonimo capolavoro di Bedeschi sull’epopea
di Russia, regia Faber Tater di Chivasso. Il monologo ricavato fedelmente dal
testo è interpretato dall’attore Andrea Brugnera e dal Coro Voce Alpina di
Onigo.

Mons. Bruno Fasani, attuale direttore de L’Alpino, al Bosco delle Penne Mozze

Museo. Inaugurazione Centro Studi di bonifica bellica

Narciso De Rosso, Giovanni Gasponi, Giambattista Zaia

I giovani, futuro della Sezione
2015
Novantesimo
In sintesi, ecco il programma di massima previsto per il 90° di fondazione
- 10 gennaio. Conferenza stampa di presentazione del calendario ai media ed alle autorità;
- 17 gennaio. Concerto della Fanfara Congedati della Brigata Alpina Cadore - Teatro Accademia;
- 7 febbraio. Incontro dei Presidenti del 3° Raggruppamento; a seguire vi sarà l’inaugurazione, al Museo degli Alpini, della prima di un ciclo di mostre tematiche dedicate alla Grande Guerra;
- 21 marzo. Presentazione del Libro sui Presidenti Sezionali e sulla Storia della Sezione;
- 18 aprile. Concerto Coro SAT, il più celebre tra i cori maschili italiani comunemente chiamati“di montagna”;
- 1 maggio. Marcia di Primavera, in collaborazione con l’Associazione La Nostra Famiglia. Nel più puro spirito alpino che vuole “ricordare i morti aiutando i vivi”, tradizionale camminata, insieme ai disabili, tra la città, la campagna e le colline del coneglianese;
- 14 giugno. Raduno Triveneto 2015. Si svolgerà anche l’annuale Raduno delGruppo Conegliano e più in generale del 3° Artiglieria da Montagna, a cui verrà concessa la cittadinanza onoraria, nell’anno del centenario della sua fondazione. Contestualmente avverrà l’inaugurazione del restaurato Monumento ai Caduti di Conegliano eseguito dagli Alpini della Sezione;
- 19 luglio. Campionato Nazionale Corsa di Montagna individuale tra le colline del Quartier del Piave;
- 5 agosto. Santa Messa alla Madonna della Neve, chiesa Sezionale in quanto restaurata dagli alpini e data in affidamento con Bolla del Vescovo di Vittorio Veneto;
- 6 settembre. Cerimonia commemorativa al Bosco delle Penne Mozze;
- 10 ottobre. Staffetta podistica, dalla Madonna della Neve alla Madonna del Don di Mestre, che toccherà i punti più significativi del territorio sezionale;
- 11 ottobre. Donazione olio votivo alla Madonna del Don a Mestre, sacra icona custodita nella chiesa dei Cappuccini in ricordo di tutti coloro che non sono tornati;
- 5 dicembre. Cena sezionale, giusto momento conviviale a chiusura delle celebrazioni.
- 10 gennaio. Conferenza stampa di presentazione del calendario ai media ed alle autorità;
- 17 gennaio. Concerto della Fanfara Congedati della Brigata Alpina Cadore - Teatro Accademia;
- 7 febbraio. Incontro dei Presidenti del 3° Raggruppamento; a seguire vi sarà l’inaugurazione, al Museo degli Alpini, della prima di un ciclo di mostre tematiche dedicate alla Grande Guerra;
- 21 marzo. Presentazione del Libro sui Presidenti Sezionali e sulla Storia della Sezione;
- 18 aprile. Concerto Coro SAT, il più celebre tra i cori maschili italiani comunemente chiamati“di montagna”;
- 1 maggio. Marcia di Primavera, in collaborazione con l’Associazione La Nostra Famiglia. Nel più puro spirito alpino che vuole “ricordare i morti aiutando i vivi”, tradizionale camminata, insieme ai disabili, tra la città, la campagna e le colline del coneglianese;
- 14 giugno. Raduno Triveneto 2015. Si svolgerà anche l’annuale Raduno delGruppo Conegliano e più in generale del 3° Artiglieria da Montagna, a cui verrà concessa la cittadinanza onoraria, nell’anno del centenario della sua fondazione. Contestualmente avverrà l’inaugurazione del restaurato Monumento ai Caduti di Conegliano eseguito dagli Alpini della Sezione;
- 19 luglio. Campionato Nazionale Corsa di Montagna individuale tra le colline del Quartier del Piave;
- 5 agosto. Santa Messa alla Madonna della Neve, chiesa Sezionale in quanto restaurata dagli alpini e data in affidamento con Bolla del Vescovo di Vittorio Veneto;
- 6 settembre. Cerimonia commemorativa al Bosco delle Penne Mozze;
- 10 ottobre. Staffetta podistica, dalla Madonna della Neve alla Madonna del Don di Mestre, che toccherà i punti più significativi del territorio sezionale;
- 11 ottobre. Donazione olio votivo alla Madonna del Don a Mestre, sacra icona custodita nella chiesa dei Cappuccini in ricordo di tutti coloro che non sono tornati;
- 5 dicembre. Cena sezionale, giusto momento conviviale a chiusura delle celebrazioni.

Verona. Raduno Triveneto. Passaggio della stecca