Libro 60-49 Gruppo Solighetto
60 ANNI DI VITA ALPINA A CONEGLIANO
I GRUPPI NELLA STORIA DELLA SEZIONE


GRUPPO SOLIGHETTO

Prima di tutto voglio ricordare i due Presidenti scomparsi per la loro umanità e spirito Alpino: l'avv. Zava e il comm. Guido Curto che mi hanno sempre spronato ad andare avanti per il bene del gruppo. Un ringraziamento al trio (mi perdonino) l'avv. Travaini, il comm. Daccò e il vecio Soravia per la fattiva opera di collaborazione e di convincimento nel formare i Gruppi vicini. E come non ringraziare l'attuale presidente della Sezione prof. Giacomo Vallomy che a Solighetto è stato sempre presente a tutte le manifestazioni infondendo spirito di italianità e spirito alpino. Grazie Presidente!
Anche ai miei alpini un ringraziamento per i primi e duri anni di vita del Gruppo; al N.H. Federico Sammartini sempre generoso nelle offerte per il buon funzionamento delle manifestazioni. All'azzurro Andrea Marciano che con le sue idee ci faceva lavorare, ultima, la posa della Croce sui Monte Villa. E in questi ultimi anni al solerte vicecapogruppo Antonio Possamai fattivo collaboratore e instancabile lavoratore. Se ho dimenticato qualcuno scusatemi ma gli alpini di Solighetto sono tutti buoni e bravi e mi perdoneranno. Grazie a tutti per aver collaborato alla vita presente e futura del Gruppo.
GIOVANNI PANSOLIN

NOTIZIE STORICHE
Fin dal secolo XIII l'antica gastaldia di Solighetto, il cui centro era il castello di Vicinale (oggi Castelletto), costituiva con la Valmarena un unico feudo, retto dagli stessi statuti e dai medesimi organi di amministrazione. Non è ben chiaro se la sua origine sia comune agli altri feudi dei Caminesi di derivazione episcopale. Si sa però che il castello di Solighetto, come altri della zona, fu oggetto di vendita da parte del vescovo di Belluno ai Trevigiani nel 1204, i quali ne investirono a loro richiesta, i Caminesi. Nel 1319 pare che il castello rimanesse immune da danni quando i Trevigiani assaltarono di sorpresa e incendiarono il castello di Soligo. Nel 1337 Vicinale con Soligo e altri feudi vescovili passò sotto il dominio veneziano e poi ancora sotto i Caminesi nei 1343. Nel 1379 Gherardo dei Caminesi di Sotto, abbandonata l'alleanza con Venezia, subì, come punizione, la distruzione totale di alcuni castelli tra cui quello di Solighetto. La superficie della gastaldia di Solighetto si estendeva, sulla sinistra del fiume Soligo, da Farrò a Barbisanello e, sulla destra del torrente Lierza, dalle prime pendici di Refrontolo ai confini con Rolle. Unita alla Valmareno, la gastaldia venne in seguito concessa da Venezia in condominio al Gattamelata e al conte Brandolini che nel 1436 ne rimase unico feudatario fino alla caduta della Repubblica Veneta.



Dal punto di vista religioso le prime notizie della «villa» di Solighetto risalgono alla visita pastorale del vescovo N. Trevisan (1475). In quell'epoca la cura d'anime dipendeva da Pieve di Soligo. Nel 1830 divenne curazia. La chiesa attuale, col relativo patrimonio, fu donata l'8 dicembre 1856, dal conte Gerolamo Brandolini-Rota quando Solighetto divenne parrocchia. Iniziata il 19 marzo 1855 fu consacrata il 24 ottobre 1858 dal vescovo Manfredo Bellati. Anche Solighetto, come molte altre località del Quartier del Piave, fu coinvolta nelle tristi vicende della prima e seconda guerra mondiale. In particolare una pagina drammatica di storia recente fu segnata dalla rappresaglia tedesca dell'agosto 1944. In pochi istanti la frazione, con l'incendio di 58 case, divenne un braciere ardente.
Solighetto vanta una fecondissima tradizione nel campo dell'artigianato artistico, che ebbe nei Possamai e nei Fontana gli esponenti più significativi. I Possamai si segnalarono nel settore dell'artigianato del marmo. Verso il 1870 Paolo Possamai studiò a Milano nella bottega del Buti. L'opera più preziosa fu però svolta da uno dei suoi figli, Giovanni.
Altrettanto secolare fu la tradizione dei Fontana nel settore del legno. Alla metà del secolo scorso Davide e il figlio Romano lavoravano, con molti allievi, nella loro bottega artigiana come mobilieri ed esperti nel lavoro di intarsio. L'opera di Romano fu continuata dai figli Attilio ed Emilio, quest'ultimo ancora vivente e oggi artista affermato.
Fra le altre personalità cui Solighetto diede i natali in tempi più recenti va ricordata quella di Francesco Fabbri, ministro della Repubblica, cui è stato dedicato il centro studi ospitato presso la settecentesca villa Brandolini.
Celebre, soprattutto nei tempi passati, fu la filodrammatica "La Malintesa", nata negli anni Venti la compagnia teatrale continuò le sue rappresentazioni anche negli anni tristi della seconda guerra mondiale. Gli anni '50 costituirono il periodo più felice per la Malintesa, che si giovò della collaborazione di Antonio Bottari, autore anche di alcune commedie. Negli anni '70 essa si presentò sostanzialmente rinnovata con l'inserimento di molti elementi giovani.
Dal punto di vista economico il paese fu caratterizzato in passato dal triste fenomeno di una massiccia emigrazione, che andò attenuandosi fino a scomparire soltanto verso la metà degli anni '60 col passaggio da una economia agricola ad una economia piccolo-industriale. L'aumentato benessere degli ultimi decenni ha determinato anche un forte sviluppo dal punto di vista edilizio ed urbanistico ed un incremento demografico che ha ormai superato le 2.000 unità.
ATTUALE CONSIGLIO DIRETTIVO
Capogruppo Pansolin cav. Giovanni
Vicecapogruppo Possamai Antonio
Segretario Mazzero Giuseppe
Consiglieri Pradal Aldo, Marciano Andrea, Mazzero Emilio, Mazzero Antonio, Ballancin Livio, Marcuzzi Stefano, Teo Celeste, Zago Enzo, Sforza Nino
STORIA DEL GRUPPO
II Gruppo fu costituito il 17 novembre 1946. La benedizione del Gagliardetto dedicato a Floriano Ferrazzi, Medaglia d'argento al V.M. e 1° Capitano medico, avvenne il 2 settembre 1951 e madrina fu la sig.ra Zanoni Fannj Ferrazzi. All'epoca della costituzione il Consiglio Direttivo era composto da:
Capogruppo Pansolin Giovanni
Consiglieri Bernardi Antonio, Bastianel Grazioso, Bernardi Sante, Bernardi Erminio, Ciotta Giuseppe
GENNAIO 1952 - 1° raduno alpino e cerimonia in ricordo della battaglia di Nikolajewka.
22 gennaio 1956 - Viene indetta un'adunata di Reduci di Russia ed un raduno di alpini a Pieve di Soligo. È presente la Medaglia d'oro Enrico Reginato. La commemorazione si svolge al cinema Careni e viene tenuta dal dott. Nino Dalla Zentil.

La Croce sul Monte Villa a ricordare i Caduti senza croce
1959 - Posa di un bassorilievo raffigurante la Madonna protettrice della famiglia degli alpini, alla base del campanile di Pieve di Soligo donata dall'alpino Federico Sammartini.
24 Gennaio 1960 - Sono ormai otto anni che il Gruppo organizza l'annuale commemorazione della battaglia di Nikolajewka ed alla manifestazione partecipa, fra gli altri, la M.O. Reginato. Nella stessa occasione viene fatto dono di un pennone alzabandiera e della bandiera, all'asilo di Solighetto, che ospita pure il Monumento ai Caduti. Viene dedicata un'aula all'alpino Teo Sante medaglia di bronzo alla memoria e consegna dell'emblema Araldico alla madre.
29 Giugno 1960 - Dono di una piccola biblioteca al 6° Rgt. Alpini Btg "Bolzano".
17 Settembre 1969 -1° raduno reduci del Val Cismon a Pieve di Soligo con la partecipazione del gen. Berti.
21 Ottobre 1962 - Il gruppo vince il 1° premio al Concorso Veneto Canti della Montagna svoltosi a Motta di Livenza.
25 Agosto 1963 - Il Gruppo visita la caserma Salsa di Belluno. Viene celebrata una messa al campo e deposta una corona al Monumento ai Caduti, si visita il museo storico e si consuma il rancio con gli Alpini in armi; il pomeriggio si visita il Gruppo "Agordo" e si fa una bicchierata in piazza con tutti.
23 Aprile 1978 -Viene posta sulla cima del Monte Villa una Croce a ricordo dei Caduti senza croce di tutte le guerre.
10 Luglio 1978 - Dono di un letto al padre Paolino Cristofari, missionario in Guatemala, ex cappellano militare del "Belluno".
Il 23 Gennaio 1977 durante la ormai tradizionale commemorazione della battaglia di Nikolajewka, viene fatta la benedizione del nuovo Gagliardetto. La nuova madrina è la signora Modenese Carmela ved. Titton, sorella di Modenese Pietro disperso in Russia.
29 Ottobre 1978 - Incontro con gli Alpini della sezione di Bergamo per una visita al "Bosco delle Penne Mozze" e pranzo da "Lino" a Solighetto.
22 Aprile 1979 - Gemellaggio tra il Sodalizio "Ragazzi del 99" e "Boce" del '24 in occasione del 1° anniversario della posa della Croce sul Monte Villa.

Da un canto all'altro
Da quando sorse il Gruppo di Solighetto, il Consiglio si è sempre impegnato a promuovere e favorire la costituzione di quasi tutti i Gruppi del Quartier del Piave. Partecipa alle attività sportive contribuendo con la "Società ciclistica 1919" di Solighetto al Gran Premio sportivi di Solighetto.
HANNO PARTECIPATO AL 10° CANTIERE DI PINZANO
Pansolin cav. Giovanni, Perencin Corrado, Dal Vecchio Isidoro, Pradal Aldo, Titton Giovanni e Zago Enzo.
CADUTI E DISPERSI ALPINI NELLA GUERRA 1940-45
Teo Sante, Mazzero Pietro, De Faveri Mario, Modenese Pietro e Salamon Gregorio.

Il nuovo gagliardetto